Come può Il Piccolo Principe aiutarti a scegliere il Commercialista?

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C’è una frase famosa nel libro de “Il Piccolo Principe” che può aiutarti a scegliere il Commercialista:

È una follia

  • condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito,
  • non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele,
  • buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.

Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Viviamo in un contesto storico in cui nessuno di noi può più pensare di aggrapparsi a nulla di stabile e durevole, infatti non sono stabili:

  • il clima meteorologico,
  • gli assetti geopolitici,
  • le condizioni economiche e lavorative,
  • le istituzioni pubbliche,
  • l’impianto giuridico,
  • i fondamenti culturali,
  • i riferimenti etici,
  • gli amori,
  • le amicizie.

Il modello antropologico che si è imposto è quello della persona che deve continuamente scegliere, prendere nuove decisioni, assumere nuove posizioni per fare fronte ai cambiamenti del contesto nel quale agisce.

Ed è qui, ora e adesso che devi farti una domanda importante:

sono soddisfatto delle persone che ho attorno nella mia vita?

Voglio dire, fatti un’analisi di coscienza di 3 minuti e 27 secondi e pensa a:

  • situazioni lavorative
  • colleghi
  • fornitori
  • clienti
  • compagno/compagna – marito/moglie – fidanzato/fidanzata
  • amici/amiche

Chiediti se sono le persone con cui vuoi continuare ad avere contatti di business, affettivi, amichevoli, ecc.
Se non lo sono ricordati:

NON sei un albero! Puoi spostarti!

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Ascolto tante persone ogni giorno, leggo sui social molti commenti riguardo le materie più disparate, incontro decine di imprenditori ogni santo giorno e posso dire, senza peccare di presunzione, di sapere qual è il più grande problema alla base di ogni situazione di vita:

le persone hanno paura del cambiamento.

Hanno paura di futuro, del nuovo. Alla gente manca la terza parte di quel processo che viene definito “consapevolezza situazionale“: gli manca la proiezione di quello che sta avvenendo nella realtà nel prossimo futuro.

In parole semplici: non sanno prevedere, in base a quello che gli sta succedendo attorno, come si potrebbe presentare la realtà ai loro occhi nell’immediato futuro.

E non è un problema di “competenze”, che assolutamente ognuno dovrebbe avere… la maggior parte delle persone sono abbastanza abili nel riconoscere svariate situazioni, anche complicate, relative alla propria situazione.

Chi commette errori generalmente lo fa perché non sa riconoscere i segnali dati dall’esterno (quasi il 90 %) mentre solo il 5 % non riesce ad anticipare stati futuri.

Il cambiamento nelle persone è molto più forte quando è frutto di conseguenze – positive o negative – e di rinforzi o feedback.

Però, piuttosto che sbatterci la testa provando a cambiare le cose, le persone si sentono più a posto con la coscienza se rimangono dove sono e si lasciano cadere addosso la dura e cruda realtà.

Lo stesso si può dire per lo studio professionale che oggi più che mai deve essere capace di rimodellare costantemente le proprie strategie, i propri processi, l’organizzazione delle proprie risorse, il contenuto delle proprie prestazioni professionali, le modalità di interazione con gli interlocutori esterni, primi fra tutti i clienti.

Lo studio professionale deve essere consapevole di essere parte di un ambiente in continua e veloce evoluzione dei suoi elementi caratterizzanti. Deve essere in grado di saper far proprio un modello organizzativo capace di fare fronte repentinamente ai mutamenti ai quali è soggetto, per scelta o per imposizione. Lo studio professionale deve sapersi innovare in tempi brevissimi non tanto per opportunità quanto piuttosto come indispensabile sviluppo per garantire la propria sostenibilità, un’adeguata redditività e un adeguato benessere lavorativo. Lo studio professionale deve rivedere, continuativamente e senza alcuna paura, qualsiasi assunto organizzativo o di marketing e lo deve mettere in discussione alla radice, sostituendolo immediatamente con nuovi paradigmi laddove questi si dimostrino più efficaci ed efficienti.

E invece no… nel #MONDOREALE questo accade di rado, praticamente mai.

Il cambiamento non è determinato da corsi, libri, audio corsi, podcast, blog, riviste o passaparola del cuGGino di turno…

Il cambiamento si traduce in azione, in fare, solo quando vedi il successo in quello che fai oppure quando ci sbatti la capoccia!

Peccato non essere innovativi, peccato non lasciarsi stupire dalle bellezze che si hanno attorno, peccato non avere questa visione, peccato non avere fame di curiosità e di volere quantomeno darsi una possibilità di sperimentazione… a volte ci si può trovare la meraviglia che si stava cercando da tempo!

 


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