Come Scoprire nel 2017 se il TUO Commercialista è un Contafagioli

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Sei d’accordo con me se ti dico che i cicli economici che c’erano una decina di anni fa sono completamente diversi rispetto alle tempistiche che abbiamo nel 2017?

Sì, oggi i cicli economici hanno durate piuttosto brevi che possiamo esprimere addirittura in “mesi”.

Sei d’accordo con me se ti dico che nel 2017 non puoi più prendere decisioni basandoti come imprenditore esclusivamente sul tuo “fiuto”, ma devi avere invece dati numerici e REALI alla mano?

Sì, oggi tra diverse commesse, diverse linee di produzione, ecc. hai bisogno di avere una gestione consapevole dell’impresa attraverso i numeri.

NON puoi considerare la “contabilità” come una “formalità di natura fiscale” come molti italiani hanno fatto per anni appoggiati anche dalla normativa che prevedeva il conto economico suddiviso in due colonne.

Nel corso degli anni ’90 fortunatamente la direttiva CEE ha introdotto, anche in Italia, il conto economico a scalare, segnando il primo passo sulla via della “gestione consapevole d’impresa” attraverso i numeri.

Di conseguenza considera il Commercialista come un alleato nell’aiutarti ANCHE a gestire più consapevomente la tua attività grazie a strumenti che lui può fornirti (se non è un contafagioli).

Devi sapere che altri paesi come

Inghilterra,

USA,

Francia

hanno sentito qualche decennio prima questa esigenza! Infatti, avvertivano la necessità di leggere i numeri aziendali con più facilità utilizzando il conto economico a scalare, che sottrae ordinatamente dai ricavi i vari costi ed evidenzia in modo immediato i margini aziendali e quindi in ultimo l’utile.

Per questi motivi il TUO Commercialista dovrebbe fornirti (o esortarti a monitorare personalmente) determinati numeri aziendali per tutta una serie di attività aziendali.

In pratica dovrebbe spingerti a dotarti di un cruscotto aziendale o di un foglio excel o di un semaforo di gestione d’impresa o un sistema di controllo di gestione, chiamalo come ti pare, che ti permetta di tenere sotto stretto controllo i settori della tua attività.

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settori-di-controllo-di-gestione

Il controllo di gestione è quel processo che ti serve, indipendentemente dal tuo settore di appartenenza, per assicurarti che stai impiegando le risorse aziendali in modo efficace ed efficiente coerentemente lo scopo e gli obiettivi che ti sei prefissato.

Cosa si fa oggi?

Si usa la “Contabilità Generale” con l’aggiunta di indici come ROI, ROS, ecc.

Questo NON è utile per le PMI anche comparando i dati con i concorrenti.

Oppure si usa la “Contabilità Analitica”.
Anche questo NON E’ controllo di gestione, è solo un riferimento che permette a chi FA controllo di gestione di capire alcune cose in più come, ad esempio: 5 linee di business, sono in perdita. Perché? Dove? E poi magari si scopre che solo 2 su 3 hanno portato la perdita…

“Il controllo di gestione non è un fatto mentale, ma un’attitudine contabile!”

Il controllo di gestione è un processo decisionale che vede il “controllo” come GOVERNO della gestione aziendale.

A cosa serve il controllo di gestione?

Principalmente serve per seguire l’evolversi dei fatti aziendali con tempestività verificando che siano sempre orientati con gli obiettivi prefissati. Inoltre bisogna strutturare i dati in modo che possano far parlare i numeri rispetto alla realtà.

Spiegato in un grafico:

controllo-gestione

 

Ti permette anche di gestire la tua azienda con consapevolezza, con quella visione globale e con quelle informazioni chiare e precise per facilitarti nel prendere decisioni strategiche.
Devi sapere infatti, che ci sono molti imprenditori che pensano di conoscere bene e con tempestività i risultati della propria azienda, ma molto spesso NON è così.

Per esempio, sai qual è il costo più importante che deve sostenere la tua azienda?

Se hai risposto

Il costo dell’affitto del negozio/capannone

 

Il costo del personale

 

hai sbagliato!

Ti consiglio di guardare questo video:

 

La maggior parte degli imprenditori “naviga” a vista ed utilizza molto poco i numeri della contabilità.

Un buon controllo di gestione deve poter permettere di rispondere periodicamente alle domande che spesso ti poni:

– sto guadagnando?

– quanto ho guadagnato?

– se ho perso, quanto ho perso e perché?

– posso aumentare i guadagni?

Ma non solo…
Analizzando le singoli voci dei costi fissi ed il loro confronto con quanto previsto, ti permette di capire DOVE si è ecceduto e di correre tempestivamente ai ripari.
Oppure analizzando le percentuali dei costi variabili rispetto ai ricavi ti permette di capire la bontà dei prezzi di vendita: se sono adeguati o sottocosto.

Vuoi altri esempi?

Analizzando gli scostamenti fra il realizzato ed il preventivato, puoi determinare il buono o il cattivo andamento di ciascuna voce e delineare le azioni più opportune per modificare e migliorare la situazione, ad esempio:

– se i consumi sono saliti, dovrai verificare i fornitori e lo stock di magazzino;

– se i costi del personale sono aumentati andrai a controllare i rendimenti in produzione;

– se i costi finanziari sono schizzati alla stelle, dovrai controllare gli utilizzi degli affidamenti e la giusta applicazione da parte della banca dei tassi d’interesse concordati;

– ed altro ancora.

Riesci ad immaginare quanto possa essere potente questo metodo di gestione aziendale?

Non a caso viene anche chiamato “contabilità direzionale”.

Avere in mano uno strumento come il controllo di gestione ti permette di capire in quali servizi o prodotti puoi fare offerte “andando in pari o in perdita” prendondo in cambio un cliente. Quindi ti permette di capire già inizialmente quale potrebbe essere il costo di acquisizione di un nuovo cliente.

L’utilità di sapere il tuo “punto di pareggio” ti permette anche di capire:

  • la % di margine necessaria per lanciare nuovi prodotti o servizi;
  • inserire valori diversi di costi fissi in caso di investimenti
  • quale livello di ricavi è necessario per conseguire un utile predeterminato

Certo, il “punto di pareggio” non è la panacea di ogni male, ma ti permette di adeguare con maggior prontezza la tua attvità d’impresa rispetto le variazioni di mercato.

Cosa devi fare SUBITO?

Devi andare dal TUO Commercialista e chiedergli di darti uno strumento per applicare il controllo di gestione nella TUA azienda.

Le fasi operative del controllo di gestione sono:

1. la programmazione e la redazione del budget;
Nella prima fase, attraverso lo strumento della programmazione, si redige il budget e si studiano le strategie operative per il suo raggiungimento. La redazione del budget viene quindi elaborata sulla base dei dati consuntivi degli anni precedenti, analizzando le prospettive di mercato e le risorse aziendali.

2. la gestione e l’analisi degli scostamenti dal budget periodico;
Nella seconda fase vengono applicate le strategie delineate e quindi controllate periodicamente attraverso l’analisi degli scostamenti. Pertanto, in base alle risultanze scaturenti, si verifica lo stato di raggiungimento degli obiettivi economici, apportando ove necessario i dovuti accorgimenti gestionali.

3. l’analisi degli scostamenti dal budget annuale.
Infine, nella terza fase viene elaborata l’analisi finale degli scostamenti, attraverso la quale è possibile assodare i risultati raggiunti con quelli prefissati per l’intero anno di gestione economica.

Quali vantaggi potrai avere dopo?

spuntaGestire TUTTE LE DECISIONI che riguardano l’Azienda

spuntaFar rispettare DA TUTTI quello che si decide in riunione fissando obiettivi da trasmettere a tutto lo staff

spuntaPrendere il CONTROLLO DEL DENARO che circola nell’azienda

spuntaSapere DAVVERO DA DOVE VENGONO I CLIENTI invece di balbettare “dal passaparola” o “dalla pubblicità” e avere finalmente gli STRUMENTI ESATTI PER PRENDERNE DI NUOVI

spuntaAVERE TEMPO LIBERO per poterti occupare di MIGLIORARE quello che FUNZIONA e NON AGGIUSTARE quello che NON FUNZIONA

spuntaComunicare le STRATEGIE AZIENDALI per il raggiungimento degli obiettivi prefissati

Fai un piccolo TEST: siamo nel 2017… se NON SAI queste cose, allora NON SAI FARE l’Imprenditore:

  • Sai redigere un Business Plan?
  • Sai tenere un Budget Previsionale aggiornato?
  • Sai quali sono i KPI della TUA azienda?
  • Hai un manuale delle procedure pratiche per svolgere una qualsiasi attività in azienda? Se sì, le utilizzi per formare e verificare l’operato dei tuoi collaboratori?
  • Controlli periodicamente questi indici MOL, MDC e ROI?
  • Controlli il tuo flusso di cassa?
  • Tieni monitorato il rapporto costi/benefici dei tuoi canali automatici per generare nuovi clienti? (Se non ne hai nemmeno uno, sei messo davvero male)
  • Hai una Dichiarazione di Posizionamento (USP) definita per il tuo target di clienti?
  • Conosci i tuoi ricavi medi per unità di vendita?
  • Conosci i margini medi per unità di vendita?
  • Sai qual è il Tasso di Abbandono dei clienti?
  • Sai quanto vale un TUO cliente per il suo ciclo di vita totale? (lifetime value dei clienti)

Il TUO Commercialista ti dà un qualsiasi strumento per avere tutti questi “controlli”?

Ricorda:

“Lo Studio del Commercialista non deve essere solo un “contafagioli” che ricorda le scadenze fiscali, ma un interlocutore dinamico, preparato e propositivo, in grado di condurre la tua azienda al successo.”

 


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4 commenti su “Come Scoprire nel 2017 se il TUO Commercialista è un Contafagioli

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