Business Intelligence: cos’è?

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In questo articolo, oltre a spiegarti cos’è la Business Intelligence, ti dirò:

  • in quali settori può essere applicata;
  • come si è evoluta nel tempo;
  • quali benefici può apportare;
  • quale deve essere il giusto approccio;
  • a quali livelli può essere adottata.

In un precedente articolo ti avevo spiegato l’importanza del Controllo di Gestione e di non avere un Commercialista Contafagioli, l’hai già letto?

Come Scoprire nel 2017 se il TUO Commercialista è un Contafagioli

 


Ma ritorniamo a noi…

Cos’è la Business Intelligence?

La Business Intelligence è un insieme di modelli matematici e metodologie di analisi che esplora i dati per ricavare informazioni e conoscenze utilizzabili nel corso dei processi decisionali.

Le metodologie che possono essere usate hanno un’ampia portata ed una natura interdisciplinare, infatti riguardano:

  • la teoria delle decisioni, ovvero i processi decisionali nell’azienda;
  • la raccolta e la conservazione dei dati destinati a facilitare i processi decisionali;
  • i modelli matematici previsionali.

In quali settori può essere applicata la Business Intelligence?

I settori di utilizzo prevalente sono:

👉 il marketing: avere informazioni sugli acquirenti dei prodotti/servizi per creare programmi intelligenti di pubblicità;

👉 il customer care: fidelizzare i clienti ed adeguare la politiche di vendita;

👉 le vendite: conoscere quali prodotti si vendono di più, a quali gruppi, in quali mercati, attraverso quali canali;

👉 la logistica;

👉 il controllo di gestione;

👉 i sistemi finanziari: adattare le strutture dei costi per ottenere massima redditività;

👉 la produzione: conoscere i ritmi di produzione di vendita.

La Business Intelligence promuove infatti un approccio scientifico e razionale che permette ai decision-maker di anticipare i problemi che possono derivare dal mercato, dalla finanza o da qualsiasi altra fonte.


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Come si è evoluta nel tempo la Business Intelligence?

Le prime applicazioni sono nate all’inizio degli anni ’80, ma il potere delle informazioni era in mano a pochi. Negli anni ’90 ed a partire dal 2000 c’è stata la crescita nell’utilizzo dei PC desktop, di enormi database, dei fogli di calcolo, dei word processor, ecc. ed ogni reparto ha iniziato a monitorare e misurare ogni tipo di dato senza però condividerlo con il resto dell’azienda.

Negli ultimi anni c’è stato un capovolgimento di prospettiva e le aziende hanno capito quanto può essere utile estendere l’accesso alle informazioni a “tutti” i dipendenti. Si è compreso infatti che, per diventare più agili ed efficienti, non era possibile lasciare la maggioranza dei dipendenti all’oscuro di tutto ciò che riguardava l’azienda.

Più utenti conoscono ed hanno accesso ai dati aziendali ➡ più intelligente e vincente sarà l’azienda.


Quali benefici comporta l’adozione della Business Intelligence?

Esistono 4 categorie coinvolte:

  1. Riduzione dei costi
    1. eliminare il ritardo nella produzione di report;
    2. trovare pepite d’oro nella catena del valore;
    3. mettere in discussione le opinioni diffuse;
    4. negoziare migliori contratti con i fornitori ed i clienti;
    5. migliorare l’efficienza operativa.
  2. Incremento delle entrate
    1. perfezionare le strategie con migliori analisi di marketing;
    2. dare alla forza vendite una marcia in più per rapportarsi con clienti e prospect.
  3. Valorizzazione dell’investimento nel sistema ERP – Enterprise Resource Planning (“pianificazione delle risorse d’impresa”)
    1. liberare i dati operazionali contenuti nelle applicazioni rendendoli disponibili a tutta l’organizzazione per l’analisi anche se sono di reparti diversi.
  4. Migliorare la comunicazione
    1. sviluppare un linguaggio comune per allineare gli obbiettivi;
    2. promuovere l’efficienza e le risposte interne;
    3. stimolare la curiosità degli utenti.

Qual è l’approccio di successo per la Business Intelligence?

Per applicare con successo un’iniziativa di Business Intelligence bisogna considerare 3 fattori essenziali:

  1. La Business Intelligence deve far parte della strategia aziendale. Quindi risulta importante sapere bene “qual è la strategia aziendale?”, “quali sono gli obbiettivi aziendali?”, “quali sono i KPI che bisogna monitorare?” (di KPI te ne avevo parlato qui)
  2. La Direzione deve promuovere l’adozione della Business Intelligence. Se viene considerata dal top management come strumento utile ai fini strategici fin dall’inizio le aziende ne avranno sicuramente dei benefici.
  3. Massimizzare il ritorno sul capitale investito. Per avere un ritorno su quanto investito tramite l’implementazione bisogna coinvolgere fin dall’inizio gli utenti rendendo il sistema il più semplice possibile grazie anche ad attività di formazione e sostegno nel tempo.

Quali sono i livelli di adozione della Business Intelligence?

Esistono diversi livelli e complessità nell’applicazione della Business Intelligence a seconda delle esigenze.

Io ho individuato 3 macro-livelli:

  • Report e Cruscotti, che permettono di analizzare grandi quantità di dati in maniera interattiva, veloce e multidimensionale;
  • Data Mining, che permette di analizzare dati eterogenei;
  • Analisi Predittive, che permettono, a partire da informazioni note, di fare previsioni su performance, andamenti e comportamenti.

Conclusioni

Concludo allo stesso modo di un precedente articolo:

Il TUO Commercialista ti dà un qualsiasi strumento per avere tutti questi “controlli”❓

Ricorda:

“Lo Studio del Commercialista non deve essere solo un “contafagioli” che ricorda le scadenze fiscali, ma un interlocutore dinamico, preparato e propositivo, in grado di condurre la tua azienda al successo.”


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